Storia
Il Comune di Monclassico, altitudine m. 765, km. 47,5 da Trento, comprende l'abitato di Monclassico e la frazione Presson. Il paese è disteso sul conoide formato dal rio che scende dal Monte Camucina, e parte su pendio, in posizione aperta verso mezzogiorno, di fronte agli estremi contrafforti del Gruppo del Brenta. E' l'ultimo comune della Valle di Sole dove si eserciti con successo la frutticoltura, per la maggioranza mele. Discretamente sviluppata è l'industria, il commercio e la lavorazione del legname. Paese dall'illustre volto, con le massicce case rustico-signorili della tradizione solandra, ha dato i natali a due noti storiografi trentini: Tommaso Vigilio Bottea (1819-1895) e Silvestro Valenti (1865-1916). E' pure patria di Giovanni Antonio Berera (1711-1799) costruttore di organi musicali (organo salterio, clavicembalo), violinista, incisore e pittore, nonché dell'artista contemporaneo Livio Conta
e della campionessa di fondo Veronica Cavallar.
Poco distante da Monclassico si trova Presson, m. 747, raggruppato su d'un piano orografico al margine della Valle del Noce, dirimpetto al boscoso solco vallivo del Meledrio; è un villaggio montano dal ragguardevole passato, dove per la posizione centrale rispetto alle ville della media valle, per qualche periodo il vicario vescovile amministrava la giustizia (1292, 1637 ecc.).
Testo tratto da "Monclassico e Presson", di Fortunato Turrini - Centro Studi per la Val di Sole 1995 |